Iotti

Gli insulti, la politica e la Costituzione, di M. Foroni

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Foroni 1
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Come era facilmente prevedibile, visto il clima di lacerazione e livore tra gli italiani creato da chi avrebbe voluto scardinare la Costituzione democratica (e di cui pagheremo le conseguenze per un lungo tempo), gli sconfitti dal voto degli italiani procedono con reiterati insulti e offese: “avete ritardi mentali se festeggiate, avete consegnato l’Italia alla destra, vi meritate Salvini e Berlusconi, hanno votato NO le periferie razziste, l’ANPI è come Casa Pound…”. Ce ne faremo una ragione.

Ciò purtroppo accade perché si tende a ideologizzare il contendere al livello di bassa politica, della personalizzazione, perdendo di vista la reale posta in gioco. Che riguarda esclusivamente le regole del contendere politico stesso. Perché questo rappresentano le Costituzioni moderne post belliche: un insieme di regole e controlli equilibrati tra vari organi costituzionali, che servono a garantire che nessuna parte prevalga sull’altra, a prevenire pericolose fughe verso derive oligarchiche e autoritarie, e far si che i diritti e i doveri fondamentali ed il bene comune non vengano sopraffatti, nel rispetto della volontà e della rappresentatività del popolo votante, unico sovrano (art. 1).

E questo era nell’intento del costituenti nel 1946-47, alla fine della Guerra di Liberazione, che ci hanno dato una Costituzione così solida e bella che ha resistito, nella storia della Repubblica fin dagli anni ‘60, ai tentativi eversivi, alla strategia della tensione, al terrorismo, ad attacchi reiterati, e garantito convivenza, rispetto tra le parti politiche, e che ci ha dato (ad esempio e tra gli altri) come Presidenti della Camera Pertini, Ingrao, Iotti e anche il fascista dichiarato Fini.

Perché ciò che conta è il riconoscimento e il rispetto di queste regole da parte di tutti i partecipanti alla contesa politica. Sinistra e Destra. E sarà compito dei partiti, dei movimenti dei vari schieramenti quello di proporre in modo convincente alle cittadine e ai cittadini, una Politica alta, un programma e un progetto di società e di sviluppo, nel segno della partecipazione e nel rispetto dei principi inderogabili definiti nella Carta.

Viva sempre la Costituzione della Repubblica.

Marco Foroni

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