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PER UN VENTICINQUE APRILE DI LOTTA DEMOCRATICA, della Rete per la Costituzione.

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A 70 anni dalla libertà, per un 25 aprile di lotta democratica

Quest’anno, che coincide con il settantesimo anniversario della Liberazione, la ricorrenza del 25 aprile assume un significato particolarmente importante. Soprattutto perché le cittadine e i cittadini italiani assistono sgomenti al tentativo di rimettere in discussione proprio i valori di democrazia, solidarietà e giustizia che furono alla base della Resistenza al fascismo e costituiscono i fondamenti della Costituzione repubblicana del 1948.

Nel giorno che dovrebbe celebrare l’orgoglio della riconquistata dignità dopo venti anni di dittatura, con il coinvolgimento in una guerra tragica e nel peggior genocidio della storia, la Rete per la Costituzione non può che confermare l’appello ai Parlamentari e ai cittadini democratici affinché vengano respinti ancora oggi, come già nel 2006, i tentativi di trasformare in senso presidenzialistico, accentrato e autoritario l’assetto della nostra Repubblica.

Il 25 aprile costituisce la migliore occasione per confermare, oggi come allora, la volontà di proseguire nella costruzione di una società più equa e solidale, che garantisca pace e vita dignitosa a tutti, respingendo la riproposizione di vecchi modelli basati sulla competizione senza regole e costruiti solo per l’arricchimento di pochi. Le difficoltà economiche e sociali che il Paese attraversa non possono essere risolte a colpi di proclami continuamente smentiti dai fatti, e violando quasi quotidianamente le regole del confronto nelle sedi istituzionali.

Un Parlamento frutto di una legge elettorale dichiarata incostituzionale, sulla cui legittimità esistono quindi molti dubbi, da nessuno delegato a cambiare il nostro sistema istituzionale, non deve e non può cancellare il principio fondamentale della centralità della rappresentanza, con il combinato disposto di una legge elettorale che non rispetterebbe la volontà del popolo sovrano e una riforma costituzionale che assegna a una persona sola poteri che non trovano corrispondenza in nessun regime democratico.

Il 25 aprile celebra quanti, guardando al futuro, decisero di dire NO al fascismo; conserviamone intatto il significato e il valore, rifiutando l’ipocrisia e ripetendo anche in questa occasione la richiesta di sempre maggiori spazi di confronto e di partecipazione, e l’impegno a impedire che la Costituzione, che della lotta di Liberazione fu l’opera più importante, venga stravolta senza che gli Italiani e le Italiane possano esprimere la loro opinione e la loro volontà.

Rete per la Costituzione – reteperlaCostituzione@email.it- Facebook: Rete per la Costituzione 20110910160511!Venezia_aprile_1945 APPUNTAMENTO ALLE 10,30 A PIAZZA DEI PARTIGIANI (PIRAMIDE).

PASOLINI A VILLA GORDIANI, di M. Luciani

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Per il quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini nella mia borgata, Villa Gordiani, saranno realizzate alcune proiezioni del documentario “Un intellettuale in borgata”, per la regia del mio amico Enzo De Camillis. Un’opera in concorso per il David di Donatello. Si torna nei luoghi dove si ambientarono alcune tra le principali 11169956_992923324051014_5068736442894123616_nopere letterarie e cinematografiche di Pasolini per offrire ai protagonisti della vecchia e della nuova periferia, quarant’anni dopo, un’occasione di incontro per discutere dei disagi di ieri e di oggi, del ruolo della cinematografia nell’interpretazione della realtà mettendo in luce la lungimiranza del compianto maestro.
Il programma è il seguente:

 

Venerdì 24 aprile 2015 ore 18,30
c/o PRC Tor de’ Schiavi
Via Castel forte 4
Con: Giuseppe Spinillo (PRC Tor de’ schiavi), Valerio Strinati (Università Popolare Antonio Gramsci), Aldo Colonna (giornalista, autore di ”Borgata Gordiani”), Enzo De Camillis (regista).

 

Venerdì 8 maggio 2015 c/o PD Villa Gordiani
Via Venezia Giulia, 71/75
Con: Andrea Menichini (Giovani democratici), Valerio Strinati (Università Popolare Antonio Gramsci), David insaldi (PRC Tor de’ Schiavi) ), Aldo Colonna (giornalista, autore di ”Borgata Gordiani”), Enzo De Camillis (regista).

 

Organizzano: Casa del Popolo Giuseppe DiVittorio, Università Popolare Antonio Gramsci, Bottega dei Gordiani.

 

Massimo Luciani

 

LA PRIMAVERA COMINCIA IL 28, di M. Luciani

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Il 28 marzo in piazza per una nuova primavera del lavoro, è un appuntamento importante e ci saremo. Come compagni del Movimento per il Partito del Lavoro ci saremo, certo. Con entusiasmo, per sostenere la piattaforma proposta dalla FIOM.
Una piattaforma che rilancia i principali temi della lunga mobilitazione condotta dalla CGIL contro tutti i provvedimenti improntati all’austerity imposti in questo primo scorcio del terzo millennio ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati, ai giovani, alle donne, fino alle più recenti iniziative, appoggiate in parte anche dalla UIL, per contrastare il Jobs Act del governo Renzi.
I titoli sono chiari e chiaro è il segno di classe: contro la precarietà generalizzata e la disoccupazione giovanile non affrontata da un governo appiattito su Confindustria. Per migliorare le condizioni di lavoro, per costruire un sistema pensionistico più giusto che abbassi i requisiti per andare in pensione. Per contrastare l’evasione fiscale e la corruzione ormai dilagante. Per il diritto alla salute e allo studio, per il reddito minimo, per la riappropriazione del contratto di lavoro come strumento di tutela del salario e dei diritti. Non sarà facile: il Ministro Poletti ha pensato bene di stroncare le Proposte di Legge di SEL, M5S e “civatiani” con dichiarazione inappellabile alla vigilia della manifestazione, ma il clima della vigilia è di grande attesa e nessuno è sorpreso o si scoraggia. Non sarà facile ma è giusto.
Tutti in piazza per rivendicare degli obiettivi, ma anche per costruire la “coalizione sociale”. Una locuzione, questa, che molto ha fatto parlare e straparlare e su cui, certamente, molto c’è ancora da dire. Per la verità il termine inglese Unions scelto come titolo dell’evento dai promotori è evocativo di radici storiche antiche che esprimono il senso profondo del progetto: per difendere i propri interessi materiali immediati la forza dei lavoratori e delle classi subalterne è sempre quella dell’organizzazione, diretta, di massa, democratica. Il modello è quello anche di recente collaudato in vertenze sindacali che sono state affrontate su un terreno sociale ampio, non limitato al rapporto tra lavoratore e padrone, nella prospettiva più avanzata di ricomposizione di interessi e di unità di lotta. Solo per fare qualche esempio: le vertenze per l’istruzione pubblica che hanno visto studenti e famiglie scendere in campo con insegnanti e non docenti; quelle per la cultura che hanno visto intellettuali anche a livello internazionale, studenti, giovani, saldare i propri interessi con quelli dei tecnici, delle maestranze e del personale artistico del cinema e del teatro; quelle per il pluralismo e la libertà dell’informazione che hanno visto giuristi, intellettuali, comitati e associazioni di scopo costruire insieme ai poligrafici e ai giornalisti l’azione di lotta. Intere comunità locali hanno sviluppato momenti alti di unità di popolo attorno ai lavoratori in lotta quando si è trattato di difendere insediamenti produttivi o di intervenire per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni nocive. Non spetta a noi, né ad altri fare l’interpretazione autentica delle reali intenzioni semantiche dei promotori. Pensiamo, però, che riprodurre su scala più ampia questo modello puntando ad una coalizione sociale di interessi aggregati attorno al lavoro che si dia obiettivi più avanzati e più generali è possibile, ma, soprattutto, è necessario. E noi ci siamo e ci saremo. Sosterremo la Proposta di Legge per il Nuovo Statuto dei Lavoratori, il Referendum abrogativo del Jobs Act, come stiamo sostenendo la Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare sugli appalti della Cgil e abbiamo sostenuto il Referendum e la Proposta di Legge contro il Fiscal Compact.
Pensiamo però che una coalizione sociale con forme permanenti di organizzazione e di unità d’azione e con un forte connotato di autonomia non sancirà l’autosufficienza del sociale. Al contrario: farà salire la domanda di rappresentanza politica delle istanze sociali. Ciò è evidente proprio alla luce della pratica esperienza della Cgil: avanzare proposte alla politica come ha fatto col Piano del Lavoro, la Rappresentanza, il Fisco, le Pensioni era necessario, ma non è stato sufficiente. Non sarà sufficiente fin tanto che la Cgil avrà come interlocutore un governo espressione di partiti asserviti alle politiche neo-liberiste della troika, al di la delle questioni di stile dei leader che stanno assumendo tratti sempre più inquietanti. C’è bisogno di una risposta politica adeguata alla domanda di rappresentanza delle istanze del lavoro sul terreno dei rapporti sociali in generale, come in Grecia. Adesso. Altrimenti sul COSA avremo tanto materiale per seminari interessanti eper dichiarazioni roboanti, ma al momento di indicare CHI fa COSA comincia il solito gioco a nascondersi. E chi fa le lotte, inesorabilmente, finirà col pestare acqua nel mortaio.

APPUNTAMENTO SABATO 28 MARZO ALLE 14,00 A PIAZZA ESEDRA.

Lunedì 26 Gennaio ore 18,30 alla Casa per la Sinistra Unita del IX Municipio

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Lunedì 26 Gennaio alle 18, 30 presso la sede delle Case per la Sinistra Unita del IX Municipio in località sesto ponte, si terrà un’Assemblea per chiedere la realizzazione di uno Statuto per l’Area Metropolitana rivolto ai cittadini e riguardante i loro diritti, che preveda un ruolo diverso dei Municipi e riguardi le loro competenze e la loro autonomia di bilancio, che possa sostenere un rilancio dei Consigli di Quartiere e possa definire un intervento programmatico riguardante un’area vasta in materia di urbanistica, servizi e mobilità. L’Assemblea  intende inoltre occuparsi dei problemi del Quartiere Laurentino- Fonte Ostiense in particolare della vicenda del conguaglio dei diritti di superficie e della trasformazione dello stesso in diritto di proprietà, del grave ritardo della realizzazione e messa in opera del corridoio pubblico della mobilità Metro Laurentina- Tor Pagnotta, esigendo dai privati il rispetto degli accorsi sottoscritti, dell’apertura di un dibattito reale per evitare lo sperpero del denaro pubblico.

Partecipate numerosi!

 

AGGIORNAMENTO PRESIDIO PER LA PALESTINA. Di Rete Romana di Solidarietà col Popolo Palestinese

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** Il presidio “itinerante” per la Palestina continuerà a piazza del Colosseo lunedì, martedì e mercoledì prossimi con i seguenti orari:

lunedì 11 agosto dalle ore 17 alle 20
martedì 12 agosto dalle ore 10 alle 14
mercoledì 13 agosto dalle ore17 alle 20.

 

PARTECIPATE E CONDIVIDETE !!
Roma. Il presidio “itinerante” per la Palestina continuerà a piazza del Colosseo lunedì, martedì e mercoledì prossimi con i seguenti orari:

 

NUOVO PRESIDIO PER LA PALESTINA. Di Rete Romana di Solidarietà col Popolo Palestinese

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bandiera palestinese

 

A ROMA PRESIDIO PER LA PALESTINA Da oggi Giovedì 31 Luglio a Sabato 2 Agosto alla METRO COLOSSEO ORARIO 16-20.
PARTECIPATE E DIFFONDETE !

PRESIDIO PER LA PALESTINA. Di Rete Romana di Solidarietà con il popolo palestinese.

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bandiera palestinese

IMPORTANTE:
E’ in corso il presidio per la Palestina per 3 giorni (28-29-30 luglio) a Largo Ricci (Fori Imperiali) sempre dalle 16 alla 20.

PARTECIPATE !

Rete Romana di Solidarietà con il popolo palestinese.

CONTRO LA TAGLIOLA DELLA DEMOCRAZIA di Altraeuroparoma

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MERCOLEDI’ 30 LUGLIO ORE 19.00 

 

PRESIDIO IN PIAZZA DELLE CINQUE LUNE A ROMA

 

Con le senatrici e i senatori in lotta contro lo stravolgimento della Costituzione

Alle senatrici e ai senatori che in questo momento stanno combattendo una dura battaglia parlamentare contro lo stravolgimento della Costituzione, vogliamo dire: non siete soli!

La vostra battaglia è anche la nostra!

Non sarà il bavaglio della “ghigliottina” o della “tagliola” a fermarla.

Nonostante il linciaggio mediatico, la campagna di bugie e le pesanti pressioni istituzionali cui siete sottoposti, la vostra azione sta accendendo i riflettori su una manomissione della Costituzione che si vuole imporre nel clima di distrazione di un Paese in cui scuole, università, fabbriche e uffici stanno chiudendo per le ferie estive.

Noi pensiamo che non possa essere legittimato a cambiare la Costituzione un Parlamento figlio di una legge elettorale incostituzionale.

Siamo convinti che la riduzione del Senato a una Camera di serie B, l’innalzamento delle firme necessarie per l’esercizio di istituti di democrazia diretta, assieme alla approvazione dell’Italicum, travolgerebbero ogni logica democratica di equilibrio e di bilanciamento dei poteri.

Grazie ad abbondanti premi di maggioranza e antidemocratiche soglie di sbarramento si cancellerebbe il diritto di milioni di cittadini a essere rappresentati in Parlamento e si metterebbero nelle mani dell’Esecutivo, espressione di una minoranza di elettori, organi di garanzia essenziali , come il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale e gli organi di governo della magistratura:

Ci auguriamo che l’allarme che state lanciando a tutto il Paese induca il resto del Senato a ragionare, a non farsi complice di un progetto autoritario, di un vero e proprio furto di democrazia.

A questi senatori e a queste senatrici noi diciamo: fermatevi.

www.altraeuroparoma.it

 

https://www.facebook.com/tsipras.roma

Partito il Cinecittà Film Festival, di A. Galeotta

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Dal 10 al 13 luglio si terrà il primo Cinecittà Film Festival.

Il Festival vuole essere anche una risposta alla speculazione del piano di Luigi Abete che gestisce Cinecittà Studios e che inaugurerà nella stessa data, insieme ai fratelli Della Valle, il parco giochi Cinecittà World.

L’evento promosso dalla rete territoriale Cinecittà Bene Comune e dalle maestranze degli storici studios è autogestito, aspira ad essere partecipato e popolare, e vuole valorizzare la grande produzione cinematografica di Cinecittà proiettando i grandi capolavori della fabbrica dei sogni italiana. Ad ospitare la rassegna sarà la suggestiva cornice del Parco degli Acquedotti, una location altrettanto celebre nel quartiere simbolo del cinema italiano.

Il Festival nasce a sostegno delle maestranze del cinema di Cinecittà Studios, del lavoro, della cultura contro il piano di cementificazione di Luigi Abete che prevede all’interno degli studi 400 mila metri cubi di cemento, di natura commerciale e per intrattenimento.

Il festival vuole essere anche un luogo di discussione e riflessione sul futuro degli Studios attraverso il coinvolgimento della cittadinanza ma anche delle istituzioni e del mondo del cinema, con autori, registi e attori, ma anche sindacati e forze politiche.

Augusta Galeotta