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Su Draghi profezie telegrafiche di Tiresia? di L. Manisco

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Il neo-presidente del Consiglio non ama parlare, ma quando ha parlato per più di un’ora al senato ha intonato una filastrocca di traguardi da raggiungere senza indicare scadenze, mezzi e procedure.Non siamo astuti come lui ma le astuzie altrui meritano la nostra attenzione. Ne abbiamo decifrate due. Della sua politica contro il cambiamento climatico ha usato il termine di “transizione” verso direttive a tal uopo. E del rilancio dell’economia ha detto che debbono essere “selettive”. Allusioni indicative? Non tanto. Per citare l’Alighieri i termini usati erano “Sì come cosa in suo segno diretta”. La transizione vuol dire solo prender tempo, rinviare, fors’anche devolvere a governi futuri quel compito. I provvedimenti economici e finanziari per il Super Mario vanno promossi con metodo selettivo: sostenere fiscalmente le aziende produttive e privare di qualsiasi sostegno quelle – la maggioranza – colpite dalla crisi che rischiano il fallimento. Il che, diciamo noi, vuol dire disoccupazione di massa e povertà senza ritorno.Il Draghi è un “Chicago’s boy”, un prodotto della scuola economica iper-libertista fibdata da ultra-conservatori del calibro di Milton Friedman e George Stigler. Ha lasciato vistose tracce su quanto ha appreso alla Goldman Sachs ed ha applicato alla BCE. Ritenere che possa cambiare idea a Palazzo Chigi è una pia illusione. Anzi, la grave crisi che ha colpito il Bel Paese potrà stimolare la sua creatività e il suo rigore. Non riuscirà ad aumentare significativamente il Pil di 1.649 miliardi ma cercherà di ridurre l’astronomico debito pubblico di 2.620 miliardi. Come? Ristrutturare e mimetizzare la destinazione dei 209 miliardi rateizzati dall’Unione Europea? Troppo poco! Tagliare lo stato sociale e la sanità, investendo quel che resta sulle misure anti covid-19 e le vaccinazioni. Scelta obbligata per un regime capitalistico. E se non basta ancora affittare il Colosseo alla McDonald’s e vendere la Fontana di Trevi. Non è solo una battuta: mentre il signor Draghi strangolava la Grecia un giornale inglese menzionò la possibilità per il British Museum di comprarsi metà dell’Acropoli.La politica estera: il Draghi si dichiara atlantico convinto proprio mentre la Merkel e Macron al Presidente Biden che al G-7 proclama “l’America è tornata” ribattono che per l’Europa ci vuole più autonomia. I mass media italiani evitano di menzionare quanto sopra: il silenzio è totale:”tutto tace, questa pace fuor di qui dove trovarla?”.Non prevediamo come il cieco indovino Tiresia il futuro. Guardiamo al presente stato delle cose senza transizioni e selettività.

Lucio Manisco

Il KKE esce dal GUE ed entra nel gruppo misto

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Il KKE, il partito comunista greco che alle ultime consultazioni europee ha raccolto il 6% dei voti conquistando due seggi a Bruxelles, ha annunciato che non farà sedere i propri eletti nel gruppo del GUE/NGL, ma nel gruppo misto.

La decisione è stata assunta dal CC del partito riunitosi ad Atene il 3 giugno, una decisione che rende nei fatti ancora più sovrapponibile la configurazione dell’eurogruppo a quella della Sinistra Europea di cui allo stato attuale fanno parte 12 delle 16 forze politiche che hanno conquistato dei seggi nelle ultime consultazioni elettorali.

L’egemonia esercitata dalla European Left sarebbe proprio alla base della decisione presa dalla formazione greca, che accusa in particolare Syriza (Grecia) e Die Linke (Germania) di aver snaturato con la propria azione egemonica la natura confederale del gruppo, assumendo pubblicamente come posizioni comuni del GUE quelle proprie della Sinistra Europea, di cui per l’appunto il KKE non ha mai preso parte.

Un secondo punto di accusa mosso dal KKE riguarderebbe le presunte trattative intavolate dal gruppo GUE/NGL con Verdi e Socialisti al fine di creare un “blocco di sinistra” in vista dell’imminente elezione del presidente della Commissione europea.

 

tratto dal sito:     http://www.sinistraineuropa.it/europa/kke-esce-dal-gue-approda-nel-gruppo-misto/

 

Le Case per la Sinistra Unita: il senso di un progetto necessario, di G. Modena

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Giancarlo Modena di Giampiero Modena 

(Intervento all’Assemblea per le Case della Sinistra unita – 13 maggio 2014)

Le Case per la Sinistra Unita nascono con un obiettivo ambizioso, che si contraddistingue per la sua necessità , ma anche per la possibilità di costituire la base per far ripartire sogni, speranze e concretezza per il popolo (usiamo volutamente un termine che affonda il suo significato più alto nella storia, dall’antica democrazia ateniese alla nostra Costituzione passando per le grandi rivoluzioni del passato).

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