Quale socialismo oggi, di P. Gonzales

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Mi permetto di sottoporre le seguenti mie riflessioni sulla polemica sorta in merito alle candidature sui Municipi qui a Roma.
“Tutti gli strati sociali più vivi e dinamici della struttura cittadina chiedono che la futura gestione politico-amministrativa crei le migliori condizioni per realizzare un percorso diverso dal passato.
Ciò potrà realizzarsi attraverso la partecipazione attiva di tutte le componenti dello schieramento di sinistra e con la disponibilità, da parte della sua classe dirigente, ad ascoltare le idee, le proposte e le analisi che provengono dai vari settori della società romana quale espressione della coscienza democratica della città.
Il Partito Socialista romano intende continuare su questa strada e far corpo con l’azione politica delle altre componenti di sinistra per pervenire alla vittoria della tornata elettorale e poter amministrare la città per raggiungere un comune obiettivo: scrivere la nuova storia di Roma.
E’ nostro impegno primario richiamare e soffermarci su tutti gli aspetti della vita e dei problemi cittadini in modo meticoloso e preciso.
Aspetti cittadini che riguardano, ad esempio: la salute, l’igiene, la cultura, il tempo libero, i rifiuti, l’assistenza, i servizi sociali, il verde e l’ambiente, i lavori pubblici, le politiche di solidarietà, l’assetto del territorio, i trasporti urbani, il rapporti con il personale comunale, i rapporti con le società partecipate e, soprattutto, l’impostazione del bilancio cittadino.

Cosa limita questo mio ragionamento?

Il limite riguarda il fatto che è opinione comune, oramai, che i compagni eletti nelle file del PD anche alle recenti consultazioni elettorali politiche non hanno un peso tale da poter incidere nelle svolte decisive del nostro Paese e della città.

E su questo noi militanti siamo spesso sollecitati a ricordare il contributo socialista, nel passato e nel presente, solo attraverso alcune figure e, per alcuni versi, solo attraverso due segretari: Bettino Craxi e Nencini.

Non è così care compagne e cari compagni!

Il Partito Socialista ha avuto tante figure di primo piano nel panorama politico socialista e nazionale. Abbiamo avuto non poche “leaderships” capaci di assicurare una elaborazione politica coerente con i valori socialisti.

Perché ricordare solo Craxi e Nencini?

Le battaglie di altri compagni quali Nenni, De Martino e Giacomo Mancini, straordinario protagonista della politica nazionale e della sinistra italiana che ha avuto la forza degli ideali, sono forse minori o da dimenticare?
Il nostro corpo di militanti avverte che la “centralità” socialista è presente e non può essere messa nel dimenticatoio dei volumi di storia o essere riferita a pochi suoi segretari.

In ogni occasione del passato il PSI è stato in grado di dare risposte adeguate e democratiche avanzate alle crisi che il Paese ha attraversato nel mentre, oggi, altre forze politiche fanno in modo di avere i nostri voti, ma non il nostro contributo di idee e proposte anche attraverso il riconoscimento di candidature a livello di presidente di Municipi.

Una presenza concordata e ridotta di rappresentanti nelle liste quasi come ospiti e certamente in posti di “seconda scelta” non aiuta, ma non possiamo e dobbiamo solo limitarci a deboli opposizioni.

Questo è uno dei punti snodali che il PSI, romano e non, deve affrontare oggi se vuole raggiungere risultati tali da poter meglio posizionarsi nel panorama delle formazioni politiche che tendono a far si che i socialisti possano aspirare solo ad un ruolo comprimario, al premio di rappresentanza e, soprattutto, a non essere più portatori di voti per il Partito socialista stesso.

L’autonomia politica si conquista con le azioni quotidiane e non si chiede l’autorizzazione per poterla rappresentare.

I compagni Nenni, De Martino e Mancini (e in particolare quest’ultimo) al di là della percentuale che il PSI esprimeva a livello elettorale e parlamentare, non mi risulta abbiano mai chiesto a nessun altro partito o ai compagni socialisti (segretari o non) all’interno del PSI stesso, l’autorizzazione o il permesso a rappresentare le loro idee e le loro proposte in modo autonomo.

Ci vuole coraggio, fermezza e convinzione nelle proprie idee e le compagne socialiste ed i compagni socialisti sono abituati al dibattito sulle idee e alla libertà di pensiero.

Facciamo in modo che si apra un confronto politico ampio con il PD e con il suo candidato sindaco che, se non erro, ha accolto con grande soddisfazione e disponibilità il nostro apporto in un pubblico dibattito organizzato da noi socialisti.

Se non è di parola in questa fase sarà difficile che possa mantenere la parola data nel momento in cui sarà stato eletto sindaco con i voti socialisti.

E’ bene rifletterci, compagne e compagni, e questo è il mio invito verso tutti: dirigenti e militanti.

Paolo Gonzales

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