Dalla Lista Tsipras all’apertura di un processo costituente a sinistra, di F. Pallone

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Franco PalloneRelazione introduttiva  di Franco Pallone all’Assemblea del 13 maggio 20014 per la costituzione delle Case per la Sinistra unita

Care compagne e cari compagni,

Sono molto contento e nel contempo consapevole della responsabilità politica per la significativa partecipazione all’iniziativa di oggi e sono certo che riusciremo a produrre un utile discussione ed una altrettanto proficua proposta di lavoro.


Questa assemblea è stata promossa dai firmatari dell’appello “Un nuovo percorso per una moderna sinistra del XXI secolo”, oltre 140 militanti e dirigenti storici della sinistra romana, politica, sindacale e del mondo dell’associazionismo. Compagne e compagni provenienti da diverse esperienze e organizzazioni della sinistra, che, pensano sia giunta l’ora di provare a fare qualcosa di concreto, per tentare di avviarne un processo di unificazione, partendo da una comune volontà di non rassegnarsi “allo stato di cose presenti”. Pertanto, viste le difficoltà politiche che paralizzano i “vertici”, si è deciso di avviare la realizzazione di case per l’unità della sinistra cittadine e di fatto un processo di unificazione di diverse realtà politiche e sociali, seppur differenti, nella convinzione che possa essere di stimolo propositivo verso gli attuali gruppi dirigenti della sinistra istituzionale ed extraparlamentare.
Esiste uno spaccato della nostra società che non possiamo definire classe per ovvie considerazioni politico-sociali, che è composto da lavoratori, professionisti, sindacalisti, intellettuali, impiegati, insegnanti, dirigenti, studenti, precari, pensionati, che condividono la necessità di divenire protagonisti di una spinta risvegliatrice nei confronti di una sinistra che sembra essere condannata all’abulia ed alla scomparsa. 
Siamo stanchi di vedere questa sinistra scomparire giorno dopo giorno stritolata dai populismi dei Renzi e dei Grillo di turno. Le cause della sua attuale crisi politica e culturale sono molteplici, di carattere strutturale ed internazionale, globalizzazione capitalistica e finanziarizzazione dell’economia, hanno avuto un ruolo determinante ma molte delle responsabilità sono all’interno di essa e dei gruppi dirigenti che l’hanno guidata fino ad oggi. Leaderismo, rissosità interna ed esterna, miopia politica e settarismi di varia natura, incapacità di rigenerazione e di rispondere adeguatamente ai cambiamenti ed ai comportamenti sociali incipienti, sono tra le cause principali delle sconfitte subite. 
Molti sono stati gli errori e poche le risposte giuste.
Di fronte ad un quadro politico che oscilla tra tripolarismo e monopolarismo con appendici subalterne e ininfluenti, dove gli interpreti principali della scena politica operano sostanzialmente in maniera populista, dove fra destra e centro sinistra renziano c’è sostanzialmente convergenza su temi strategici come politica economica, lavoro, riforme istituzionali e laddove l’unico polo alternativo esistente, il movimento 5 stelle, si pone all’opposizione del sistema non in connessione con i veri interessi dei lavoratori, ma molto spesso, in base a revanscismi populisti e piccolo borghesi e quando il leader del partito democratico attacca frontalmente le organizzazioni sindacali nella loro funzione di rappresentanza delle parti sociali e mette in campo riforme istituzionali autoritarie ed antidemocratiche, mentre nel contempo il decadimento politico , culturale e morale diventa ogni giorno sempre più devastante, da ultimo vedi la vergognosa vicenda dell’Expò, dovrebbe essere chiaro a tutti e soprattutto alla sinistra politica ed istituzionale che ormai la famosa campanella della ricreazione è suonata da un pezzo. Siamo ben oltre i tempi supplementari. Ma purtroppo, ancora si fa fatica a trovare una via di uscita da una situazione del sistema politico del nostro Paese, da troppo tempo bloccata, che dopo il ventennio berlusconiano, è involuta ineluttabilmente in uno scenario che non ha eguali in tutta Europa e che vede la sinistra nel suo complesso, in una condizione di forte marginalità e incapace di influire sui processi reali della società.
Pensiamo, quindi, sia giunta l’ora di provare, qui come altrove in Europa, a fare qualcosa di concreto per tentare di avviare un processo di unificazione, della sinistra che c’è!
Ci riconosciamo nel percorso aperto dalla lista Tsipras e nell’impresa politica che ha saputo realizzare nel suo Paese. Conseguentemente, partendo dal nostro specifico, abbiamo deciso di avviare la costruzione di case per la sinistra unita cittadine, nella convinzione che ciò possa essere di stimolo propositivo e di spinta motivazionale verso tutte/i coloro che non si vogliono rassegnare ad assistere passivamente all’epilogo di una sinistra condannata all’inerzia e alla subalternità politica e culturale.
L’attenzione è andata oltre le aspettative iniziali e soprattutto ha ricevuto una risposta trasversale dalla sinistra che è stata chiamata in causa. Questo, anche se ancora in una fase di grande difficoltà e delusione, è indicativo di una volontà in diversi settori sociali e politici ancora schierati a sinistra di non rassegnarsi all’esclusione dalla vita politica, sociale ed istituzionale del nostro Paese ed è quindi, per tutti noi, un positivo segnale di incoraggiamento.
L’unità della sinistra è necessaria ed urgente, pena il suo inesorabile declino e la realizzazione delle “Case per la sinistra unita”, sono solo un primo strumento per lo sviluppo dal basso di un forte processo unitario, che auspichiamo diventi un moltiplicatore di forze ed energie. Quindi ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che essa torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana ed internazionale.
La nostra scelta è resa ancor più necessaria ed urgente in quanto il Coordinamento elettorale della Lista Tsipras rischia di essere più un cartello elettorale che il centro propulsivo di un progetto, sia pur in sviluppo, capace di indicare un chiaro percorso di rinascita di una sinistra che conduca una sfida politica e culturale, con una sua specifica e autonoma iniziativa, anche nell’ambito di una nuova e rinnovata cultura di governo.
Per questo vogliamo essere molto chiari e netti: la nostra scelta seppur convintamente orientata verso un forte sostegno alla lista “L’ Altra Europa con Tsipras”, per la quale auspichiamo un largo successo, non è un’iniziativa estemporanea, virtuale o contingente a finalità elettorali. In sostanza non vuole essere un’iniziativa transeunte, è nostro convincimento, che il suo futuro non deve essere legato all’esito elettorale, ma ha l’ambizione di iniziare un percorso di ricomposizione e costruzione che attraversa la lista ma va anche oltre di essa. 
La prospettiva è quella di contribuire all’apertura di un processo, plurale e di massa, aperto alla società ed ai movimenti, insediato nel mondo del lavoro, nei luoghi di studio e nei territori, a partire concretamente dalla nostra Città, realizzando sedi fisiche di incontro, confronto, discussione, analisi ed elaborazione di iniziative e conflitti, in un’ottica di massima condivisione e partecipazione attiva, non delegata, dove il principio di condivisione e di responsabilizzazione soggettiva diventi elemento fondante di una ricostituita comunità politica e sociale, consapevole dei propri limiti ed errori ma anche convinta della giustezza dei propri valori ed ideali fondati sulla democrazia, sul lavoro, sulla solidarietà, sulla libertà, sulla uguaglianza, sulla giustizia sociale, insomma, in una parola, sul socialismo!
Non siamo interessati a soffermarci su dispute ideologiche novecentesche che oggi risultano palesemente fuori luogo, vogliamo concentrarci su come ricostruire un diverso e più avanzato modello di produzione che sia rispettoso dei bisogni e dell’ambiente, su un possibile percorso di cambiamento degli attuali rapporti di forza politici e sociali, su una più equa ridistribuzione della ricchezza prodotta e fondamentalmente sulla riconquista della classe lavoratrice alla partecipazione attiva alla vita democratica del Paese.
Per questo il no alla guerra e il rispetto dell’articolo 11 della nostra Carta Costituzionale; il diritto all’autodeterminazione dei popoli; i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; il diritto alla salute ed alla cura; l’inalienabile titolarità dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, sono elementi fondamentali e costitutivi del nostro stare insieme.
È evidente che l’attuale fase politica e l’attuale evoluzione, ma è più giusto dire, l’attuale involuzione sociale e culturale, gli attuali rapporti di forza capitale-lavoro, l’attuale sistema elettorale, rendono estremamente difficile e complicata l’impresa di dare dignità e rappresentanza alla nostra proposta politica, ma siamo convinti sia necessario tentare e che ci siano ancora gli spazi per produrre un percorso credibile, che non può prescindere da un processo di unificazione di una moderna sinistra adeguata ad affrontare le criticità sociali ed esistenziali del nostro secolo.
Occorre un progetto forte che dia segnali chiari ai nostri soggetti di riferimento.
Non è più tempo di divisioni e scissioni, spesso dovute alla litigiosità dei gruppi dirigenti o dei presunti leader, della costituzione di piccoli partiti con stesse finalità e con nomi simili, ma sempre in competizione fra essi stessi.
Non si possono più ripetere sommatorie di debolezze che producono ulteriore debolezza e sempre maggiore frammentazione e demotivazione.
Non si devono più avviare percorsi politici affrettati, dettati da esigenze elettoralistiche contingenti per poi dismetterli il giorno dopo la sconfitta. 
Dobbiamo avere pensieri lunghi e progetto forte in grado di essere credibile, condiviso e convincente, che riesca ad entrare nel cuore e nella testa di chi abbiamo l’ambizione di voler rappresentare. 
Bisogna guardare in faccia la realtà, dobbiamo aver ben chiaro in quale contesto sociale viviamo, quali sono i bisogni concreti delle persone in carne ed ossa e quali le possibili risposte, quali sono i soggetti sociali di riferimento e quali le alleanze possibili, quelle necessarie o quelle da evitare.
Non possiamo e non dobbiamo più inseguire le illusioni dogmatiche e le fughe dal vivere e dall’agire quotidiano, dalle contraddizioni umane e politiche esistenti dentro e fuori di noi, alle quali dovremmo saper rispondere in modo maturo e consapevole.
Dobbiamo capire quali sono le chiavi di lettura della realtà e tentare di aprirne le diverse porte, comprendendo le trasformazioni, anche antropologiche, che sono avvenute nella società contemporanea e tentare di trovare una risposta di ricollocazione progressista ad atteggiamenti fuorvianti ed impolitici.
Oggi, strumento imprescindibile della politica, con cui dobbiamo fare i conti, è la comunicazione ed è importante avere piena consapevolezza delle sue caratteristiche e del suo potere: velocità e capacità di creare verità più che di rappresentare realtà, capacità di mistificare e disinformare, più che informare ed educare, manipolare e condizionare anziché mettersi al servizio della collettività.
Anche il nostro approccio in questo campo, che è diventato fondamentale per qualsiasi tipo di iniziativa, deve essere più raffinato, meno elitario e più efficace. Dobbiamo riuscire a rimuovere il muro di silenzio sulle nostre proposte e sulle nostre idee. E su questo dobbiamo studiare ed attrezzarci al più presto trovando anche soluzioni inedite e nuove. Per questo, aprire le nostre proposte alla partecipazione e al protagonismo dei giovani e alla loro capacità/attitudine, di essere al passo con i tempi correnti e alle donne, per la loro sensibilità e maggiore capacità di comprendere i cambiamenti, è condizione strategica per il rilancio di qualsiasi ipotesi politica che guardi consapevolmente al futuro.
Un ragionamento a parte va fatto sui temi e sulle modalità di intervento che dobbiamo affrontare e produrre sulla nostra Metropoli e nei diversi Municipi, a tutti i livelli e in tutte le direzioni poiché sanità, scuola, cultura, casa, ambiente, lavoro, trasporti, università, immigrazione, democrazia, riforme istituzionali, partecipazione, diversità e antifascismo sono snodi cruciali della nostra lettura ed iniziativa e verranno trattati dalle comunicazioni e dagli interventi che seguiranno questo mio introduttivo.
Infine, care compagne e cari compagni, abbiamo segnali e notizie che in diverse parti d’Italia stanno nascendo Case della sinistra o iniziative simili. Auspichiamo che questo movimento, unitario e plurale dal basso, prenda nei prossimi mesi piede, metta radici, sia lo scheletro su cui realizzare la fase costituente per la nascita di un nuovo soggetto politico e non invece l’ennesima sommatoria delle debolezze esistenti.
Siamo certi che questa iniziativa contribuirà al prodursi di processi reali di unificazione a sinistra, proprio perché la nostra, non è contro ma a favore, è critica ed autocritica, ma è concepita lavorando con i partiti, anzi in stretta collaborazione con essi se sapranno criticamente mettersi in discussione e sostenerla, con le associazioni, con i circoli e le realtà sociali, ma anche e soprattutto con tante e tanti compagne e compagni che hanno voglia di rimettersi in gioco, di dare il proprio contributo, affinché si riapra in questa città e nel nostro paese una pagina nuova ed edificante per la sinistra intera!

 

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