Rosa Luxemburg

Gli ebrei nel movimento operaio e socialista. di G. Giudice

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Le radici ebraiche di Marx sono universalmente conosciute. Di origini ebraiche erano molti dirigenti e personalità della prima socialdemocrazia tedesca. Da Rosa Luxemburg a Bernstein, Hilferding, Eisner, Paul Levi. I capi dei menscevichi venivano in gran parte da famiglie ebraiche, ad iniziare dal suo massimo esponente Julji Martov. E tra gli stessi bolscevichi ebrei erano Trotzky, Zinoniev e Kamenez. Come tra i socialisti austriaci erano di radici ebraiche Bauer, Max Adler e Fritz Adler.

Perchè questa puntualizzazione? Perchè settori dell’ebraismo israeliano accusano il socialismo marxista (nelle sue varie forme) di essere antisemita. Una accusa totalmente assurda e priva di fondamento. Giustamente un politologo serio come Michele Prospero ha duramente stigmatizzato tali affermazioni. L’equivoco nasce dal confondere antisemitismo ed antisionismo (o comunque un atteggiamento critico verso di esso. Ma di questo abbiamo parlato tante volte. Del resto anche nel sionismo c’è stata una sinistra socialista di orientamento marxista, vedi il Mapam. E vi sono state molte grandi personalità ebraiche (come Albert Einstein) che hanno avuto un atteggiamento critico verso il sionismo.

Il tema è complesso. Certo gli ebrei sono stati vittime del più grande genocidio del 900. Non a caso il nazismo, ideologia neopagana e criminale, è stato considerato il male assoluto. Certamente la shoah ha contribuito a far spostare molti ebrei in Palestina ed a creare lo Stato D’Israele. Ma al prezzo di espellere una parte consistente della popolazione araba palestinese. Non si può rispondere ad una ingiustizia con una altra ingiustizia. E certo non si può non condannare con durezza ed intransigenza la politica razzista e colonialista dei vari governi israeliani verso i territori occupati, moltiplicando gli insediamenti israeliani in Cisgiordania ed a Gerusalemme est, cacciando i palestinesi. I quali in Cisgiordania sono costretti a vivere in una sorta di lager a cielo aperto. Ma sostenere con forza il diritto dei palestinesi ad avere l’autoderminazione, una patria indipendente, non comporta affatto condividere la idea folle ed assurda di cacciare gli ebrei dalla Palestina. Del resto , nella stessa società israeliana stanno emergendo posizioni pacifiste e di sostegno alla causa palestinese. Per ora sono limitati a ambienti ristretti ed intellettuali. Ma esistono.

Concludo ricordando la frase del grande socialista tedesco (per lungo tempo presidente della SPD) August Bebel, nei primi anni del 900. “l’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli”.

Giuaeppe Giudice

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