Il socialismo che manca e l’approfondimento necessario, di M. Zanier

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Alle ultime elezioni amministrative i socialisti hanno ottenuto risultati inferiori all’1 %. Perché succede questo? io una risposta ce l’ho: la gente non capisce più a che serva votare un socialista perché quasi sempre si trova di fronte a persone reclutate all’ultimo momento che confondono la laicità pura e semplice e l’apertura al pensiero liberale come i tratti forti e distintivi dell’essere socialista. Il socialismo storico, se mi permettete, è un’altra cosa: un pensiero bellissimo che parte dalle contraddizioni del presente per configurare un orizzonte altro della società in cui viviamo attraverso passaggi graduali e riforme strutturali largamente condivise da ampi strati della popolazione stando dalla parte dei lavoratori.
Occorre ripartire dalla formazione politica, dallo studio dei testi, dal socialismo marxista di Lelio Basso, dalle analisi della fase di Francesco De Martino, dalla utopia concreta di Pietro Nenni per realizzare le riforme necessarie al Paese. Occorre avere un partito sganciato dal governo Renzi e dai poteri forti. Occorre ripartire tutti insieme dal No al Referendum di ottobre, partecipando davvero alla raccolta firme del Comitato Socialista per il No.
Solo così potremmo tornare a parlare a strati diversi della popolazione, chiedere agli operai, agli intellettuali, agli studenti, ai tecnici, agli impiegati pubblici e privati di avanzare delle proposte per realizzare un cambiamento delle priorità della politica, che è insieme giusto e necessario. Ripartire dalla politica significa innanzitutto lavorare seriamente dentro il nostro gruppo di compagne e compagni, come una volta, quando c’era il dibattito e le sezioni portavano in alto le richieste elaborate dalla base, riprendere il filo del confronto costruttivo tra militanti e cittadini sulla base delle piattaforme socialiste e del nostro grande patrimonio di idee e di proposte. Ripartiamo da qui, tutti insieme, riprendiamoci il nostro partito, chiudiamo la porta al governo Renzi ed ascoltiamo i problemi seri del Paese. O diamo oggi delle risposte credibili e serie a chi si aspetta il vero cambiamento o non potremo più chiamarci socialisti.

Marco Zanier.

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