La rivolta del mondo agricolo si diffonde in tutta Europa. di A. Angeli

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Gli agricoltori stanno organizzando rivolte in tutta Europa. In Italia e in Francia è stata programmata una mobilitazione che dovrebbe assediare le capitali dei due paesi. In Francia, già da alcuni anni gli agricoltori sollevano dure proteste contro le politiche del green deal dell’Europa. Quando parliamo dei paesi in cui dilaga la protesta, parliamo di Francia, Germania, Polonia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Romania, Italia e Grecia  e del mondo degli agricoltori che stanno protestando con tattiche come bloccare le strade con i loro trattori, scaricano letame vicino agli edifici pubblici, spruzzano merda liquida sulle stazioni di polizia, mobilitano ovini e pecore per chiudere le città. E tanti trattori, rappresentativi di una classe sfiduciata, da mettere in crisi gli indici d’inquinamento ambientale, e tanti danni alla mobilità, una lotta  che però trova larghi consensi tra la popolazione, che condivide i motivi della lotta e le accuse alla grande intermediazione e distribuzione, rimproverate di arricchirsi pagando prezzi da fame i prodotti della terra mentre loro arricchiscono.   

Purtroppo, come accade di fronte ai movimenti spontanei , che si formano al di fuori delle linee ordinarie delle rappresentanze di settore e che si distinguono per la particolare natura sociale, politica e economica, immediatamente l’estrema destra  s’inserisce per manipolare gli obiettivi della lotta e assumere la guida della protesta. E’ ciò che sta avvenendo in alcuni paesi, in cui gli slogan dell’estrema destra sono dominanti e diretti contro l’Europa e le sue politiche. In Germania, il partito di estrema destra AfD si è affiancato alle  mobilitazioni, come sta accadendo in Italia e in Francia da parte dei movimenti di estrema destra, anche se alcuni agricoltori in Germania si sono uniti alle proteste di massa contro l’AfD.

Anche questa volta la sinistra Europea, cioè i progressisti e riformisti di nuova generazione, è in affanno, in ritardo su una questione che è all’ordine del giorno da anni. Non c’è da scrivere molto sulla presa di posizione del Pd, salvo evidenziare che si limita a fare delle contestazioni al Ministro Lollobrigida e al legame di parentela  con la Presidente del Consiglio. E’ agli agricoltori, almeno a quella parte in lotta e che reagisce, prendendo le distanze  dalle ingerenze della destra e dal riposizionarsi della Coldiretti a fianco del Governo contro l’Europa, che dovrebbe dire qualcosa, spiegare la sua idea di progetto politico per questo settore importante per la tenuta economica del Paese.  

Gli agricoltori in lotta affermano di essere gravati dai debiti, schiacciati da potenti rivenditori e aziende agrochimiche, colpiti da condizioni meteorologiche estreme, indeboliti dalle importazioni provenienti da altri Paesi a prezzi concorrenti ,  per cui sono costretti a fare affidamento su un sistema di sussidi che favorisce i grandi attori del settore a scapito delle piccole realtà agricole. Purtroppo gli agricoltori sono nettamente divisi tra quelli con grandi proprietà terriere che impiegano molti lavoratori, e i piccoli produttori autonomi che fanno affidamento quasi interamente sul lavoro familiare. E poi ci sono i mostri dell’industria agroalimentare: Esselunga. Ipercoop/Coop&Coop. NaturaSì  Coop.FamilamSuperstore- IperFamila. Interspar. Tigros. Conad Superstore/Spazio Conad.  Lactalis, Nestlé, Danone – e le catene di vendita – Leclerc, Carrefour, Esselunga, che si chiudono ad ogni richiesta di revisione delle condizioni  ( prezzi )di conferimento dei prodotti agricoli  La rivolta dei contadini mostra come le classi dominanti sopravvivano attraverso il divide et impera.

Le federazioni sindacali dovrebbero coinvolgere i lavoratori  con iniziative di sostenere agli agricoltori. Ma, purtroppo, non c’è alcuna spinta per l’unità di lotta che potrebbe riunire la famiglia del contadino con 1.200 euro al mese, con la commessa di 58 anni che teme di non vedere mai la sua pensione e il giovane migrante che viene sfruttato dai grandi produttori agricoli e che subisce molestie da parte della polizia. L’ unità non è mai facile, ma potrebbe essere costruita su un programma di cambiamento e di lotta contro la destra al governo e le grandi imprese.  Questa è la strada che la sinistra deve percorrere, sapendo che l’unità del mondo del lavoro, di cui il mondo agricolo è parte fondamentale, è il risultato che il potere economico e la destra temono di più ed è per questo che si stanno riorganizzando indicando l’Europa come il nemico da sconfiggere alle prossime elezioni Europee. Spetta alla sinistra impedire che si realizzi questo disegno.

Alberto Angeli

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