Una giornata di lotta per il diritto alla pensione, di M. Luciani

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Tutto sulle nostre spalledi Massimo Luciani

Roma, 19 maggio 2014 – Anche a Roma come in numerose città d’Italia venerdì 16 il Coordinamento delle Rsu Autoconvocate ha manifestato contro l’infame legge Fornero sulle Pensioni con un sit in davanti al Ministero del Lavoro indetto insieme all’Associazione dei Generici dello Spettacolo e nel quale sono confluiti anche rappresentanti del Coordinamento quota 96 (insegnati esodati da 27 mesi in lotta), l’Associazione Diritto alla Pensione e un altro Comitato di esodati.

Oltre 150 tra lavoratori stabili e precari, giovani e pensionandi, esodati non salvaguardati di vari settori, hanno preso parte al sit in ed hanno tenuto un’assemblea al termine della quale hanno anche approvato un ordine del giorno con il quale il movimento si assume l’impegno ad ampliare il fronte dal basso e a proseguire la lotta con iniziative da sviluppare nel prossimo mese di giugno.

L’obbiettivo del movimento è quello di cancellare la controriforma delle Pensioni varata dal governo Monti perché è complessivamente ingiusta e sbagliata, in quanto danneggia i giovani e gli anziani nel presente e consegna alle nuove generazioni un sistema previdenziale tra i peggiori dei 57 paesi OSCE nel rapporto tra oneri contributivi dovuti e misura e certezza delle prestazioni.

Attorno al Coordinamento delle Rsu sta crescendo un movimento sempre più vasto nel paese e si sta consolidando una piattaforma, che contesta l’intero impianto della legge che regola il sistema previdenziale da portare all’attenzione delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato.

L’iniziativa del movimento, animata soprattutto da delegati di base di Cgil, Cisl e Uil,  sta mettendo sempre di più in discussione la posizione dei vertici sindacali che, dopo aver archiviato con sole tre ore di sciopero la responsabilità di dare una risposta alla controriforma, hanno continuato a considerare come singoli “errori” della legge, da affrontare tecnicamente, ora il costo delle ricongiunzioni onerose, ora gli esodati non salvaguardati, ora i lavori usuranti disconosciuti (come quello dei ferrovieri), evitando di ammettere che se l’Istat rileva che mai come dopo la legge Fornero i giovani hanno incontrato difficoltà ad inserirsi nel Mercato del Lavoro è perché troppi ultrasessantenni sono tenuti in ostaggio dalle aziende in quanto sono state eliminate le pensioni di anzianità.

Una delegazione dei promotori è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Dott. Luigi Caso e dal Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Dott. Bruno Busacca ai quali sono stati illustrati i contenuti della piattaforma.

Dall’incontro sono emerse alcune disponibilità del Ministero che sono state ritenute ancora troppo parziali ed insufficienti dall’assemblea.

In particolare il Ministero del Lavoro ha dichiarato che: 1) La riforma della Previdenza non si può abrogare perché sono stati presi impegni con l’Europa e perché non ci sono le risorse, tuttavia si può pensare di smussare qualche angolo. 2) Alcuni aspetti della materia previdenziale, come gli esodati e i periodi di lavoro di cura per maternità, saranno affrontati in Parlamento tramite Legge Delega sugli ammortizzatori sociali universali e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con il duplice obiettivo di valorizzare le politiche attive del lavoro e di colpire l’assistenzialismo.

Alle specifiche istanze dei lavoratori discontinui dello Spettacolo sono state date ulteriori risposte: 1) E’ in preparazione un decreto “Palchi e Fiere” che dovrebbe regolamentare l’allestimento di eventi, settore nel quale di recente si sono registrati omicidi bianchi, e dovrebbero essere aumentati i massimali INAIL per i danni conseguenti ad incidenti sul lavoro. 2) E’ in fase di elaborazione un meccanismo correttivo della Mini Aspi per eliminare la norma tagliola per cui i rapporti di lavoro superiori a 5 giorni fanno perdere il requisito per il sostegno al reddito.

I mass media hanno oscurato sistematicamente le iniziative messe in atto dal movimento nella giornata del 16 nelle strade e davanti alle Prefetture, da Milano a Livorno, da Piacenza a Bologna, a Mantova, ma l’intervista rilasciata al Messaggero, con la quale il Ministro Poletti allude al possibile  ripristino di qualche forma di anticipazione del pensionamento, fa capire che il segno e la portata della mobilitazione sono stati colti e che non sarà facile ignorarli.

Nonostante la scarsa visibilità offerta dai mass media italiani all’iniziativa di Roma come alle altre nel resto d’Italia, con rare eccezioni come l’Unità di sabato, un ampio servizio, invece, è stato effettuato da Hispan Tv e trasmesso in Spagna con riprese a Via Veneto e a Montecitorio dove hanno manifestato gli esodati di Quota 96 prima di raggiungere il Ministero del Lavoro ed unirsi alle Rsu autoconvocate.

Solidarietà al movimento di lotta contro la legge Fornero è stata espressa con una nota ufficiale da Pier Luigi Alleva, candidato della Lista Tsipras alle europee di domenica 25 e membro della Consulta Giuridica della Cgil, mentre il candidato Fabio Amato ha voluto testimoniare la sua sensibilità presentandosi di persona al presidio di Roma.

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