Pensioni,  aprire il conflitto di classe

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 Legge ForneroAbbiamo superato le 400 adesioni di RSU unitarie di varie categorie, l’obiettivo è arrivare ad una mobilitazione nazionale che rimetta al centro del dibattito, il tema devastante della riforma Fornero sulle pensioni.

Il valore politico di questa autoconvocata è l’unità delle sigle autoconvocate arrivata attraverso le adesioni delle singole RSU aziendali, un segnale che rinvigorisce un valore determinante per i lavoratori, e una consapevolezza che essere uniti è la dorsale per avere il giusto rapporto di forza per affrontare ogni negoziato.

 La memoria storica ci insegna che molte volte tale dorsale, è stata determinante per raggiungere delle conquiste sociali con avanzamento dei diritti per i lavoratori, come la creazione di un sistema previdenziale solidale a sostegno di tutti, soprattutto per i più deboli, e che oggi, la riforma Fornero, ha seriamente messo in discussione.

 Per noi, coordinamento nazionale unitario di CGT – CLS che siamo tra i promotori di tale appello, l’unità che significa anche rispetto di sensibilità diverse, è un valore a cui non abbiamo mai voluto rinunciare, accompagnandoci in più di 40 anni di negoziati, è il cardine su cui si fonda il nostro coordinamento composto da più di 70 delegati.

 Uno degli aspetti più gravosi della riforma Fornero, è il non tenere presente i lavori usuranti, è inoltre necessario intervenire sulle disuguaglianze tra i generi, indispensabile per costruire un modello sociale che riconosca l’insostituibile e non sostitutivo lavoro di cure alla persona che oggi è prerogativa femminile. Se pensiamo alle lavoratrici del pulimento, commesse dei negozi, catene di montaggio, ma come è possibile pensare di andare in pensione in prossimità dei 70 anni, è pura follia.

 Tale normativa applicata sta provocando gravi disagi alle lavoratrici e lavoratori che si sono visti posticipare la pensione di 5 – 6 anni, ma anche alle nuove generazioni strangolate dalla precarietà, dovuta alla fragilità della nostra economia e alla scelta politica di regolarizzare le decine di formule dei contratti a tempo determinato, ed oggi vedersi aggravare la loro posizione dalla normativa sulle pensioni. Il concetto è semplice; se non si accede alla pensione non si creano spazi per il ricambio generazionale.

 La riforma è sbagliata, crea ingiustizie e aumenta le disuguaglianze sociali, colpendo sempre i più deboli e non affronta le cause della crisi.

 La politica applicata dai Governi finora non è andata verso il prelievo di risorse dalle grandi ricchezze dai grandi patrimoni dalla finanza, ma sempre e solo prelievi dai lavoratori e pensionati.

 Non c’è stata la ricerca di equilibrare il sistema previdenziale, riducendo i disavanzi dei fondi in passivo, per mettere in sicurezza il futuro dei lavoratori e pensionati, ma  è stato applicato il principio di “fare cassa”.

 E’ necessaria una determinazione nella risposta da parte delle lavoratrici, lavoratori e pensionati, la nostra piattaforma vuole cogliere tale risposta di disaggio e tramite una mobilitazione generale aprire il corretto confronto con la politica.

 Diventa determinante e urgente un’azione collettiva unitaria, e organizzare la propria classe sociale in progetto politico, affinché possa contrastare il pensiero liberista, che si fonda sul principio, che è “il solo mercato a regolarizzare e stabilire i rapporti sociali”, trasformando il lavoratore in, precario,licenziabile e sussidiato, queste sono le parole d’ordine del prossimo futuro.

  E’ il principio che ha ispirato la nuova classe dirigente i “modernisti” nella stesura della riforma Fornero.

 Dobbiamo rivendicare una rappresentanza parlamentare che possa esprimere un pensiero critico alle azioni dei Governi, che negli ultimi anni, hanno determinato un crollo verticale verso la povertà le lavoratrici, lavoratori e pensionati. Sappiamo che le scelte economiche non sono mai neutre, ma oggetto di conflitto, appunto per tale concetto c’è l’urgenza e la necessità di organizzare un soggetto politico che abbia come riferimento il conflitto di classe, ed essere determinante nelle scelte economiche, affinché le lavoratrici e lavoratori tornino protagonisti nel decidere il proprio futuro.

 L’appello lanciato  per la mobilitazione nazionale affronta temi che riguardano milioni di Lavoratori, per questo è necessario continuare il confronto con le RSU degli altri luoghi di lavoro, affinché si riesca a mobilitare l’intera classe lavoratrice partendo dal seguente programma proposto e approvato all’unanimità il 31 Marzo 2014 a Firenze dal coordinamento nazionale delle RSU contro la riforma Fornero:

  1. Petizione popolare di raccolta firme avviata nei scorsi mesi
  2. Organizzare nei luoghi di lavoro delle RSU che hanno aderito all’iniziativa, ASSEMBLEE RETRIBUITE INFORMATIVE INDETTE DALLE RSU del luogo di lavoro con titolo “assemblea contro la riforma pensioni Fornero”queste assemblee servono per informare i lavoratori delle iniziative in corso e per cercare di coinvolgerli il più possibile. In queste assemblee si dovrebbe approvare un ordine del giorno la cui bozza è allegata alla presente.
  3. Organizzare una giornata di mobilitazione, VENERDI’ 16 Maggio tenendo presidi davanti alle sedi INPS o alle Prefetture delle varie città. Sarebbe bene riuscire ad organizzare, durante la tenuta dei presidi, degli incontri col Prefetto e col Direttore dell’INPS locale per consegnargli il testo della nostra petizione.

PER LA CITTA DI ROMA IL PRESIDIO E’ STATO ORGANIZZATO PER IL GIORNO 16 MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE 18.00 DAVANTI AL MINISTERO DEL LAVORO VIA VENETO 54a 54c

  1. Tenere una assemblea nazionale per fine Maggio.

 Fabrizio Pilotti

RSU CGT S.p.A – Filiale di Roma

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