Perché non intendo votare PD. di F. Somaini

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Francesco Somaini

Permettetemi qualche breve considerazione sulle prossime elezioni.
La situazione in cui ci troviamo in Italia é pessima, inquietante e pericolosa. L’azione del governo (soprattutto nella componente CInque Stelle) appare il piú delle volte contraddittoria, maldestra e fanfarona, e nella componente dei ministri leghisti quasi sempre odiosa, quando non del tutto raccapricciante. Un quadro fosco dunque, dal quale si stenta oltre tutto a vedere una via d’uscita. Ma, occorrerà pur dire che se ci troviamo in questa pozza di fango, la responsabilità in termini politici ricade in larga misura su chi c’era prima. É stato infatti il PD che, con le sue politiche, ha portato, nel 2018, alla reazione di larga parte degli elettori che ci hanno consegnato a questa strana maggioranza. Ed é stato sempre il PD, con la sua scelta dello stare in disparte con i «pop corn» a costringerci a questo pessimo film, con Salvini nella parte del protagonista. Per certi versi é del tutto comprensibile che sia andata cosí: se infatti un partito che si dice di Sinistra (e che anzi pretende di essere la sola forza di Sinistra) si distingue per mettere in atto politiche di Destra, é chiaro che poi l’elettore non si sa piú raccapezzare, perde i punti di riferimento e reagisce in modo confuso, affidandosi a chi magari promette grandi cambiamenti. Ora, si dirá che oggi il PD non é piú quello di prima, che non c’è piú lo stesso segretario dello scorso anno, e che tutto oggi é diverso. Ma in realtà il «nuovo» PD non ha sconfessato nulla delle scelte della passata stagione. Né ha cambiato atteggiamento rispetto all’insulsa strategia para-aventiniana dei «pop-corn». Tant’é che siamo all’assurdo di avere l’impressione che la piú seria opposizione a questo governo venga in vero… …dal governo stesso. E allora io mi domando: ma se le cose stanno cosí, che senso puó avere un voto al PD se non quello di prolungare questo insensato stato di cose? La verità é che per sperare in uno sblocco del sistema politico italiano, bisogna augurarsi la fine e la disaggregazione del PD: un partito nato male, cresciuto peggio, e che ora ci ha messo tutti quanti nei guai, e promette di fatto di lasciarcici ancora a lungo. Se a Sinistra non nasce qualcosa di nuovo, di credibile e di serio (io oserei dire qualcosa di socialista) da questa situazione non si esce. Ecco perché un voto al PD oggi piú che mai sarebbe un voto mal dato. Mi si dirá: ma che c’entra questo discorso? Queste sono elezioni europee, e qui votando PD si vota di fatto PSE, cioé per i socialisti europei… Giá. Solo che se penso a cosa é oggi il PSE, per certi versi peggio mi sento.

Francesco Somaini

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