L’appello di Cacciari non può essere ignorato, di A. Angeli

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Alberto Angeli 2

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli uomini di colore. E ignorai il fatto, perché io sono bianco e mi hanno detto che quelli di colore sono irregolari. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.  ( E’ in origine un sermone del pastore Martin Niemöller, che Brecht rielabora ).

Più nessuno a protestare” è la rivelazione del momento politico che avvolge e travolge il nostro Paese oggi. Questa presa d’atto è già di per se esaustiva di una realtà socio-politica annichilita. Non c’è opposizione, neppure in Parlamento, se anche il DP vota al Senato con il Governo, per il rinvio al 2020 l’erogazione dei fondi già finanziati a favore delle periferie. Si tratta di un programma con il quale erano stati approvati 120 progetti, per un costo complessivo per lo Stato di 2,06 miliardi di euro. A marzo 2017 erano stati approvati i primi 24 e ad aprile 2018 gli altri 96. Questo comporta che i fondi stanziati dai governi di centrosinistra per gli interventi a favore delle periferie sono rinviati al 2020. Dall’emendamento si rileva che esso non interviene sui 500 milioni stanziati dalla legge di Bilancio per il 2016 (quella deliberata dal governo Renzi), così i miliardi “sottratti” alle periferie ammontano a 1,6. Cifra confermata anche dal presidente dell’Anci (l’Associazione dei Comuni italiani) Antonio Decaro, che rileva che solo 24 dei 120 progetti non sono interessati dal rinvio, mentre sono rinviati i rimanenti 96. Il primo comma dell’emendamento infatti fa salvi i progetti “individuati con i decreti adottati anteriormente alla data del 18 aprile 2018”.

Più nessuno a protestare per l’ILVA, il Tap, la TAV, che questo Governo e l’Avvocato del Popolo intendono affossare; più nessuno a protestare contro il Decreto Dignità, riassumibile con le parole di Calvino:  «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il  secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. » (ITALO CALVINO, Le città invisibile, 1972 ); ancora, nessuno a protestare contro le migliaia di morti annegati nel tentativo di approdare su una terra accogliente, alla ricerca di una vita da vivere senza paura.

Più nessuno a protestare contro il linguaggio politico di questi governanti, che si caratterizza per il contenuto che ci induce a ricorrere a Dante, precisamente a quanto esposto nel VI canto con il richiamo a Giustiniano. Dante, attraverso la sua figura, delinea la propria concezione politica e ci mostra Giustiniano come una figura da prendere come esempio per la sua opera di cambiamento delle leggi Romane e del nuovo ordine introdotto a favore del popolo. Ma com’è cambiato il modo di far politica dai tempi di Giustiniano ad oggi?

L’anagrafica dei fatti e dei misfatti di questo Governo non si completa se ignoriamo il tentativo di snaturare la Carta fondativa della nostra democrazia Parlamentare e antifascista: con le dichiarazioni contro il ruolo del Parlamento ( Casaleggio-Grillo docet ) e la proposta di abrogazione della Legge Mancino del 1993, che interviene contro atti ed espressioni riconducibili al nazifascismo, avanzata da un Ministro della Repubblica,  già oggetto di un referendum abrogativo proposto nel 2014 dalla lega. Ancora: i silenzi sulla scuola, la formazione, l’Università e la ricerca, la valorizzazione culturale del nostro Patrimonio storico e artistico. E poi l’ambiente e il cambiamento climatico, che sono completamente ignorati, sicuramente per conquistare uno sguardo di attenzione da parte di Trump. Al proposito, chi è nella condizione di descrivere quale sia la politica internazionale delle alleanze, dei rapporti commerciali, politici, economici, su cui impostare la difesa degli interessi storici e della tradizionale vocazione pacifista del nostro Paese, che il Governo Pentastellato sostiene?

Non ci deve inoltre sfuggire la dissimulata vocazione che ci trasmette questa politica Leviatanica sostenuta dalla coalizione della Pentalega, riguardo all’Europa e all’Euro. Infatti, i veri padroni dei 5Stelle e della Lega non hanno cancellato dal loro programma l’uscita dall’Euro e dall’Europa, poiché nella loro visione strategica il concetto del nazionalismo è un prius irrinunciabile, che immancabilmente induce a ricercare e costruire rapporti politici privilegiati con i quattro di Visegrad, Putin, Trump e il Premier Austriaco Kurz. Con raziocinio e costanza la politica dell’attuale governo si muove nella direzione di una deeticizzazione dello spirito Europeo o di un senso comune Europeo, cioè un’eredità che parte dal rinascimento, una comunità intellettuale, artistica, spirituale e scientifica. Si può parlare appunto di un “senso comune europeo”, di cui le nostre nazioni – o l’unione Europea, si è nutrita per pervenire a ciò che oggi rappresenta.

Più nessuno protesta contro il proposito esplicitato da Salvini e Soci di abrogare o rivedere le norme riguardanti importanti diritti civili, di prevenzione sanitaria ( vaccini ); più nessuno protesta contro la spregiudicata voracità dello spoils system messo in atto dal duo SalviDiMaio,  pur di accaparrarsi e dividersi il potere del sottogoverno. Lo spread sale, gli indici di borsa segnano rosso, gli investitori esteri fuggono e quelli di casa nostra si astengono, senza che il Governo indichi un piano, un’idea, un progetto con cui fronteggiare la crisi presente e la tempesta che si abbatterà sul nostro Paese, allorchè le sanzioni Trumpiane cominceranno a dare i loro malefici effetti sulla finanza e l’economia mondiale. ( si consideri quanto sta accadendo alla Turchia, tanto per  cominciare, con le addizionali conseguenze e influenze sulle tradizionali alleanze politiche e strategiche ): più nessuno protesta!

Gli esperti economici di questo governo ( si, Esperti, sic ) parlano del Decreto Dignità adottando un linguaggio pseudo tecnico, rivelando che quanto previsto funzionerà da moltiplicatore economico. Povero Keynes, ( e la sua Teoria Generale della moneta dell’interesse e dell’occupazione ) e la successiva elaborazione di Schumpeter. Un provvedimento con il quale è dato per certo che il parametro della propensione marginale al consumo, cioè la parte del reddito che viene reinvestita dal consumatore, concorra a determinare il risultato che Keynes racchiude in una formula matematica.  Potremmo dire con William Shakespeare: “ Tanto rumore per nulla”.

Il vero e tragico dramma è l’assenza di una alternativa. Non lo è l’opposizione attuale di LeU e PD, delle OOSS totalmente assenti su tutti questi temi, le diverse associazioni progressiste, riformiste, sociali, che si muovono divise e o con obiettivi spesso contrastanti tra loro. L’appello del Filosofo Cacciari, e le numerose risposte di intellettuali conosciuti e di cittadini sconosciuti come chi scrive, sono un incoraggiamento a sperare, sono un segnale timido ma importante. C’è una consapevole presa di coscienza sul pericolo che il paese sta correndo, più profonda e diffusa di quanto era possibile credere. Occorre allora che questo appello si trasformi in una iniziativa nazionale, fissando un giorno, una data e un’ora in cui in ogni luogo del Paese   si riuniscano quanti interessati a partecipare a questa ripresa di una formazione di forze alternative, progressiste e di sinistra, costituendo gruppi rappresentativi ad ogni livello fino a pervenire alla costituzione di un movimento articolato, per zona, comune, provincia, regione e nazionale. In quella fase potrà definirsi lo strumento e la fondazione di una forza all’altezza dei compiti che i problemi del Paese chiedono di essere affrontati, preparandosi così a partecipare alla competizione elettorale. Ovviamente, con l’intento di vincere e costituire un’alternativa.

 Alberto Angeli

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