Due parole su “Il Riformista”. di M. Zanier

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Ho comprato oggi dopo diversi anni il quotidiano diretto da Piero Sansonetti che acquistavo alcuni anni fa. Il taglio l’ho trovato abbastanza simile al passato ma un po’ cambiato, dato che una volta era schierato con una certa sinistra riformista non allineata e interessato ad alcune battaglie socialiste.

Come in passato ho trovato interessante e condivisibile l’approfondimento su una questione di merito della storia del Novecento che la Commissione Segre ha portato all’attenzione di tutti noi: la condanna senza se e senza ma dell’antisemitismo, del razzismo e delle discriminazioni razziali. Bella la nota sul Segretario di Stato Vaticano Piero Parolin che è molto preoccupato, come la Comunità ebraica, dell’astensione del centrodestra sulla votazione della Commissione in Parlamento. Interessante l’approfondimento sul caso Mara Carfagna che dall’interno di Forza Italia ha criticato la scelta del suo partito, da sempre su posizioni filoebraiche e filoisraeliane. 

Soprattutto però mi ha colpito negativamente l’alzata di scudi contro Il Fatto Quotidiano e Travaglio su una questione delicata come la riforma del 41bis (l’ergastolo ostativo) da parte della Consulta che, in base a quanto deciso dalla Corte di Strasburgo ha deciso di ammorbidire la norma introdotta in Italia dopo l’assassinio dei giudici Falcone e Borsellino per i mafiosi ed i terroristi che non danno segni di pentimento in carcere e che non intendono avviare un percorso rieducativo. Su questa morbidezza della Consulta che secondo alcuni pm in prima fila nella lotta alle mafie, come Nicola Gratteri e Nino Di Matteo, rischia di far avere permessi premio a pericolosi capimafia in carcere ed a convincerli a non collaborare mai con lo Stato e la giustizia, tornando invece nel giro di pochi anni da capi dormienti a capi effettivi di cosa nostra, il giornale di Travaglio sta portando avanti secondo me una battaglia giusta in quanto sta raccogliendo delle firme (oltre 35.000 ad oggi) per cercare di modificare quella decisione, intervenendo, possibilmente con una nuova legge.

Strana invece la posizione del Riformista che se la prende col Fatto in nome dello Stato di diritto, della Costituzione, contro una concezione di una società sostanzialmente autoritaria, governata dalla magistratura con il metodo della repressione e dell’abolizione delle garanzie. Non ho parole per commentare. Il 41 bis è un regime detentivo adottato in Italia solo in pochissimi casi giustificati da dei crimini efferati compiuti da individui che non intendono cambiare idea, anzi cercano di comandare ancora da dietro le sbarre, come è stato per Totò Riina. Non è certo riservato ad altre tipologie di cittadini comuni.

Bello invece lo speciale sulla spaccatura tra Nord e Sud Italia, un paginone in cui vengono analizzate le politiche fiscali ed industriali del Bel Paese a partire dagli anni ’70. Molti dati molti spunti di riflessione e molte critiche all’autonomia differenziata di marca leghista in nome di un ritorno al decisionismo sovraregionale centralizzato.

Da notare la critica serrata da destra al fragile Movimento 5 Stelle, ora in difficoltà da molti punti di vista, firmata da Fabrizio Cicchitto (nella vecchia veste editoriale del quotidiano forse non ci sarebbe stata), che da molti anni non può certo essere considerato più un esponente della sinistra socialista. Interessante invece la pagina del Direttore sull’“Impeachment” a Trump.

Marco Zanier

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