Torre Maura: la barbarie e la vergogna. di A. Benzoni

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Alberto Benzoni

A Torre Maura è stato superato il limite che separa la civiltà dalla barbarie. A Torre Maura pochi delinquenti (fascisti in quanto delinquenti e non viceversa) hanno, calpestato, sotto gli occhi di qualche decina di persone, panini destinati ai rom alloggiati (?!) lì vicino; limitandosi, bontà loro, il giorno dopo, a impedirne la distribuzione.

Chi calpesta il pane, a parere mio, è una bestia. Una bestia che, se la fa franca, sarà disposta domani a fare qualsiasi altra cosa. Da che mondo è mondo le cose sono sempre andate così: varchi una soglia, violi le regole della normale convivenza tra gli uomini e i popoli, ti guardi intorno, vedi che nessuno reagisce e vai oltre e oltre e oltre.

E qui, nessuno ha reagito. Non la popolazione di Torre Maura che probabilmente sarebbe stata in maggioranza dalla parte di Simone. Non il comune e i partiti che avrebbero coinvolgerla e farvi appello misurandosi, come sarebbe stato giusto fare, anche con i suoi problemi, ivi compresi quelli legati agli insediamenti rom. Con il risultato grottesco di trasformare un ragazzo di puro e semplice buon senso umano in un’icona. In tempi normali sarebbero stati presenti tutti, comune, sindacati, partiti: per chiarire, discutere, individuare soluzioni, isolando così, agli occhi degli stessi cittadini i delinquenti e i seminatori d’odio.

E invece no. Nulla di tutto questo.

Una giunta e una sindaca dall’incapacità patetica. Fieramente antifascisti nei giorni pari; complice delle loro “buone ragioni” nel vorticoso sballottamento dei rom da una parte all’altra della città nella vana attesa di qualcuno che sia disposto ad accoglierli.

Una sinistra totalmente rinunciataria: idealmente, culturalmente, politicamente. Nei suoi schemini non ci sono i barbari e quelli che, qualsiasi opinione abbiano sui rom o, più esattamente, sui loro insediamenti, barbari non sono e che vanno chiamati a raccolta in una grande manifestazione cittadina; ci sono i fascisti e gli antifascisti. E allora ecco la manifestazione antifascista: Anpi, Cgil e associazioni varie. Perché solo loro? “Perché quelli sono la società civile e noi siamo i partiti”. No comment.

Ci hanno spiegato, che con l’Anpi e la Cgil “c’era più gente”. E quindi la sinistra unita ha battuto per uno a zero Forza Nuova e Casa Pound. Grande risultato; che però ci si dice, non è detto che si verifichi altrove.

E poi, i “dibattiti” e le dichiarazioni ve li raccomando. Partono tutti dalla convinzione, mai però formalmente esplicitata, che la “partita delle periferie” sia persa. A vantaggio della destra e degli inquinatori dei pozzi. Dividendosi però poi tra quanti inveiscono, più o meno apertamente contro i nuovi barbari e i loro seguaci e quanti si battono il petto per aver perso (verrebbe da chiedere “come mai”?; ma è meglio non disturbare i sofferenti…) il rapporto con il popolo.

Eppure la battaglia contro la barbarie che avanza non è persa. E, come sempre accade quando un limite è superato ci saranno quelli che la riprenderanno in mano. Così è sempre successo nella storia; in questo senso, questa denuncia va letta come un piccolo appello.

Alberto Benzoni

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