Stadio Tor di Valle: qualcosa che tutti dovrebbero sapere

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Un documento del Comitato “Difendiamo Tor di Valle dal cemento” che fa piena luce sui diversi aspetti connessi alla costruzione del cosiddetto Stadio della Roma che dovrebbe sorgere in quella zona della Capitale. Questi alcuni passaggi:

  1. Lo Stadio è solo un ventesimo delle costruzioni previste: intorno allo Stadio sorgerà un enorme “Business Park”, un grande centro commerciale e numerosi palazzi per uffici con tre grattacieli. Si tratta di un progetto faraonico, che prevede una capacità edificatoria di 354.000 metri quadrati, equivalenti a 70-80 campi di calcio, per un totale di un milione di metri cubi di cemento, equivalenti a 120 palazzi di sei piani.

  2. Lo Stadio non sarà proprietà dell’A.S. Roma: proprietario dello stadio sarà una società di James Pallotta, che non è un tifoso della Roma, ma un finanziere americano che cercherà di procurarsi il massimo profitto facendo pagare alla A.S. Roma tutti i costi a cominciare dall’affitto dello stadio.

  3. E’ solo una nuova speculazione edilizia: già oggi il Piano Regolatore attribuisce all’area di Tor di Valle una capacità edificatoria di 112.000 mq destinati a impianti sportivi: significa che si potrebbe tranquillamente costruire lo “Stadio della Roma” con tutti i campi di allenamento senza nessuna deroga al Piano Regolatore. È evidente che il milione di metri cubi di cemento è dovuto a ben altri interessi che quelli sportivi: lo Stadio è solo un pretesto per permettere la realizzazione di una nuova speculazione edilizia.

  4. Un milione di metri cubi di cemento in un’ansa del fiume Tevere: Italia Nostra ha ricordato che l’area risulta inedificabile per l’elevato rischio idrogeologico secondo il “Piano di gestioni del rischio alluvioni” voluto dalla Comunità Europea. Chi pensa di coprire di asfalto e cemento una superficie equivalente a 80 campi di calcio all’interno di un’ansa di un fiume dimostra di restare nel solco degli stessi errori commessi dalla furia edificatoria che ha devastato l’Italia, costruendo e cementificando senza criterio aree del tutto inadatte: il disastro dell’alluvione di Genova risale solo a pochi mesi fa, ma è come se non ci fosse stato!

Per maggiori informazioni leggere l’intero documento, visitare il sito http://www.fermiamocemento.wordpress.com o contattare il Comitato alla mail  difendiamotordivalle@gmail.com

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