Dichiarazioni in merito alla mobilitazione per la manifestazione nazionale della scuola del 14 luglio, di F. Bartolomei

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franco

 

L’inizio della mobilitazione nazionale del mondo della scuola contro le proposte fumose e controproducenti del Governo Renzi, rappresenta un primo serio tentativo di unificare diverse istanze progettuali per la costruzione di una nuova opposizione, da sinistra, fondata sulle reali priorità della società civile, ad un sistema di istruzione scolastica e formazione culturale delle giovani generazioni oramai ridotto a scimmiottare, con pochissima valenza formativa, uno schema di istruzione ricalcato su un vecchio modello produttivo spazzato via dalla crisi in atto.

Le riunioni preparatorie dell’8 luglio, del 13 e la grande manifestazione nazionale del 14 luglio, hanno rappresentato un primo importante passo verso l’unione delle forze sindacali sino ad ora divise e polverizzate, incapaci di scuotersi dalla omologazione al ribasso rispetto a modelli selettivi, scarsamente formativi , ispirati ad una filosofia di mercato , propria del pensiero unico liberista ,orientati alla parcellizzazione del sapere e alla rincorsa di una offerta professionale più presunta che dimostrabile.

E’ importante che la piattaforma unitaria di azione, su cui si va’ lavorando , ponga in termini più unificanti e trasversali il nuovo contratto nazionale con le priorità di stabilizzazione dei precari già assunti e l’assunzione di nuovi lavoratori per far fronte al ricambio generazionale, con l’obiettivo di rimettere la scuola pubblica in condizione di offrire elevati standard di qualità nella sua opera di formazione culturale , nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo .

A questo proposito appare necessario riaprire una contestazione ampia della bizzarra docimologia dei test elaborati dall’istituto “INVALSI “, che il Ministero ha gia’ introdotto nei processi valutativi finali delle scuole primarie, a partire dalla critica della condizionabilità di questo istituto ‘di diritto pubblico’, totalmente in mano a forze economiche private , strutturato come le peggiori Autority , che vede tra i suoi finanziatori l’ingombrante presenza della Fondazione Agnelli e di altre realtà legate all’impresa .

Noi socialisti continuiamo a ritenere , al contrario , che la migliore garanzia della salvaguardia dei livelli culturali della nostra societa’ e dell’inclusivita’ dei suoi sistemi formativi sia una scuola pubblica dello Stato ,libera ed autonoma nella definizione dei suoi metodi didattici e del suo spessore culturale fondato essenzialmente sul livello professionale dei suoi operatori.

 

Franco Bartolomei

Responsabile Nazionale Cultura PSI

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