Errori da evitare, di F. Somaini

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Francesco Somaini

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“Campo Progressista” di Pisapia, Sinistra Italiana (più “Possibile”?), scissionisti del Pd (che hanno dato vita ad art. 1 Mdp con pezzi della vecchia Sel), la vecchia Rifondazione Comunista, i Verdi… Forse perfino i “Socialisti in Movimento” (che hanno appena sancito la loro rottura col piccolo ed inguardabile Psi nenciniano)….. Alla Sinistra del Pd renziano – che tutti (salvo pochi nostalgici oltranzisti dell’Ulivo, e salvo quel che resta della minoranza interna di quel partito) considerano ormai perduto ad ogni possibilità di coinvolgimento in serie politiche progressive (in quanto trasformato ormai irrimediabilmente in un agente di irricevibili politiche neoliberiste e anche post-democratiche) -, la situazione appare oggettivamente quanto mai variegata. C”è tutto un fermento di proposte e di ragionamenti politici, e un mondo di forze, grandi e piccole, che sono entrate in fibrillazione. Basti dire che rispetto ai soggetti che ho sopra ricordato sto sicuramente dimenticando qualcuno, per non parlare poi di coloro che si muovono in ordine sparso, a titolo più o meno individuale, o a nome di sparuti gruppetti….Ora, se queste realtà avviassero un ragionamento concreto sui contenuti delle scelte politiche da mettete in campo per arginare, contrastare e infine capovolgere le derive del Renzismo (e di tutto il Pd), e per creare in Italia le condizioni di una stagione politica nuova, non sarebbe troppo difficile, io ritengo, trovare un terreno utile di confronto e di convergenza. La recente esperienza del referendum coostituzionale di dicembre, in cui si è salvata la Repubblica, e in cui indubbiamente importante è stato l’apporto di questa Sinistra variegata e diffusa, dimostra ad esempio che sui valori della Costituzione (che a leggerla bene contiene già in sé moltissime indicazioni per l’attuazione di una vera politica progressiva e redistributrice) le possibilità di una convergenza costruttiva, che torni a parlare ai cittadini, a tutelare i più deboli, e a coinvolgere i cittadini stessi in una nuova intensa stagione partecipativa, non mancano affatto. Uno sforzo di dialogo e di confronto sui temi e sulle prospettive politiche, per aggregare queste realtà sarebbe dunque quanto mai auspicabile. Da parte di molti continuano però a prevalere atteggiamenti di diffidenza reciproca. Si insiste con il pretendere “esami del.sangue”,’ con il rivendicare la propria superiore purezza o coerenza politica con il rinfacciare agli altri gli errori e le scelte sbagliate (che indubbiamente ci sono state) del passato. E così ci si accusa vicendevolmente di massimalismo giacobino di “poltronismo” ministerialista, di radicalismo estremo o di complicità col nemico, evitando di misurarsi davvero sui contenuti e sulle proposte concrete. Di questo passo, il rischio che alle prossime scadenze politiche, il mondo alla Sinistra del Pd si presenti con un’offerta politica frammentata in “n” proposte contrapposte e rivali appare assai alto. Possibile che il buon senso e la ragionevolezza siano del tutto scomparsi? Il frazionismo, il settarismo, gli atteggiamenti puerili sono stati sempre un problema nella storia della Sinistra italiana. Sarebbe bello che oggi si invertisse questa tendenza, e che anziché dividersi sul “chi” si è (o si è stati), ci cominciasse a confrontare sul “cosa” fare e sul “come” farlo. Ieri a Firenze, presso la Fondazione Circolo Rosselli, una bellissima iniziativa promossa da Valdo Spini (a nome del Movimento di Azione di Laburista) e da Rosa Fioravante (dei “Pettirossi”) ha provato ad indicare un percorso alternativo, fondato proprio sull’approfondimento di contenuti (si è parlato infatti di energia, di giovani e Mezzogiorno, di Europa della diseguaglianza…). E proprio ragionando concretamente sui temi, si è ben compreso ancora una volta come la cultura socialista sia quella più attrezzata, sul piano degli ancoraggi valoriali e della lucidità intellettuale nell’analisi dei problemi, per additare un percorso e un cammino che tutta la Sinistra dovrebbe provare ad intraprendere. Ne uscirà qualcosa di buono? Come sempre, chi vivrà, vedrà.

Francesco Somaini

Presidente del Circolo Roselli di Milano.

 

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Un pensiero riguardo “Errori da evitare, di F. Somaini

    ciro merolla ha detto:
    25 marzo 2017 alle 14:20

    Ritengo che tempo di avviare un ragionamento che coinvolga l’intera sinistra riformista ed in questo anche le anime repubblicane, liberali e socialista con l’aggiunta del mondo cattolico per rendere praticabile un percorso aggregante e condiviso. In questo il collante per non dire la fusione può essere offerto dalla cultura socialista che meglio si presta a indicare la strada e con essa una nuova prospettiva, la presenza a Roma dei Governi Europei per la celebrazione dei Trattati rappresenta una occasione d’oro anche alla luce del fallimento del personaggio Renzi

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