Mese: settembre 2016

Alla CGT sciopero di solidarietà per la morte di Ahmed El Danf, operaio, ucciso da un crumiro durante un picchetto davanti la sua azienda, la Gls di Piacenza. del Coordinamento Sindacale CGT – CLS

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Comunicato per tutte le Lavoratrici e Lavoratori della CGT- CLS
Il Coordinamento RSU unitario Filcams CGIL- Fisascat CISL- Uiltucs UIL della
CGT – CLS , dopo i fatti accaduti a Piacenza, presso l’azienda Gls Logistica, esprime
cordoglio e solidarietà per l’operaio sindacalista travolto da un camion durante il
presidio organizzato davanti ai cancelli dell’azienda, sciopero indetto per il mancato
rispetto da parte dell’azienda degli accordi sottoscritti tra le parti.
Inoltre, l’indignazione sui gravi fatti avvenuti è unanime, si condanna ogni forma di
violenza fisica, ma è altrettanto vero che tale episodio denuncia le attuali condizioni
del mondo del lavoro a cui i Lavoratori e Lavoratrici sono sottoposti.
L’assenza e l’insufficienza di tutele generano continue tensioni tra le Imprese e i
Lavoratori, nonché continui ricatti per tutta quella forza lavoro costretta ad
accettare un lavoro sempre più povero.
Gli effetti della politica Europea e Nazionale continua a ridurre salari e diritti,
moltiplicando forme contrattuali di precariato, strumenti di sfruttamento
legalizzato, con nessun parametro di riferimento verso la dignità umana.
E’ inammissibile perdere la vita in tali circostanze, l’Italia è una Repubblica fondata
sul lavoro e dovrebbe essere sufficiente per far intervenire le Istituzioni
all’osservanza di tale principio, affinché venga garantito un lavoro che possa essere
dignitoso per tutti i Lavoratori e Lavoratrici.
Il Coordinamento Sindacale CGT – CLS per solidarietà e fermezza nel
ripudiare tali atteggiamenti:
DICHIARA LO SCIOPERO di 1 ORA A FINE TURNO PER IL GIORNO MARTEDI’ 20 SETTEMBRE 2016

Coordinamento RSU unitario Filcams CGIL- Fisascat CISL- Uiltucs UIL della
CGT – CLS

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Lavoro e casa due diritti precari nell’era del job act, di M. Pasquini

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Massimo Pasquini

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Due parole per dire: questione lavoro e questione abitativa due elementi complementari e ineludibili per il Governo e per noi.
L’Italia o meglio il Governo, compresi quelli che si sono succeduti negli ultimi anni, ha abbracciato e sostenuto con ogni mezzo la estrema precarizzazione del lavoro, ha esaltato il precariato anzi lo ulteriormente affinato arrivando fino al lavoro accessorio quello pagato ( si fa per dire) con i voucher. Eppure dovremmo capire bene quello che sta accadendo in quanto spesso si sottovaluta la questione abitativa e in particolare il nesso tra la precarietà abitativa e la questione lavoro.
La domanda è: come può un governo ultraliberista pensare di affrontare la disoccupazione e la stagnazione economica con i lavori a termine, con la mobilità sospinta a piene mani ( vedi scuola e doccenti mandati da Palermo dove risiedono a insegnare nelle valli bergamasche) se abbiamo un Paese immobilizzato da una percentuale di abitazioni in proprietà elevatissima , intorno al 90 per cento?
Per fare esempi: la Germania, checchè se ne dica, è ancora la locomotiva economica, non solo ha un tasso di disoccupazione molto inferiore al nostro, non solo ha stipendi molto più elevati di quelli corrisposti in Italia ma ha il 65 per cento delle famiglie in locazione. E’ un caso se i Paesi dove la crisi ha aggredito di più i ceti popolari e il ceto medio sono Italia, Grecia e Spagna, tutti paesi con elevatissima percentuale di abitazioni in proprietà?
Come può Renzi spacciare una ripresa economica basata su mobilità e voucher se poi le lavoratrici e i lavoratori hanno case in proprietà o vivono in case di proprietà con i genitori.
Per tornare ai lavoratori della scuola ma come fa un insegnante andare da Palermo alle Valli Bergamasche se lascia una casa di proprietà e deve andare a trovare un affitto che peserà non meno del 50 per cento del suo stipendio.
E’ forse un caso il successo , si fa per dire perchè è una aberrazione etica e sociale definire questi un lavoro, se 1,7 milioni di lavoratari hanno come unico reddito quello dei voucher e non a caso per “lavori” che si svolgono in loco ovvero dove vivono.
E’ pura follia pensare politiche di precarietà abitativa e lavorativa se non si abbandonano le politiche di spinta all’acquisto, e si abbandonano di fatto politiche che aumentino l’offerta di alloggi sociali a canone sociale o agevolato.
Appare del tutto evidente che un Paese immobilizzato da una cosi alta proprietà edilizia non possa avere alcun futuro economico e sostenibile se non si abbandonano le politiche di cementificazione del territorio e di sostegno esclusivo alla rendita immobilare e alla speculazione.
Questa è secondo me una evidente contraddizione che Renzi non risce a sciogliere e che rende evidente il suo fallimento, se non basando il tutto con politche repressive anche di carattere istituzionale.
E’ un peccato che la sinistra tratti la questione abitativa con tale sufficienza e pressapochismo.

Massimo Pasquini

(Segretario generale dell’Unione Inquilini)