Mese: agosto 2015

Combattere gli estremismi prima che sia tardi, di L. Lecardane

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Ieri sera sono stato all’iniziativa di tale avvocato Amato Gianfranco sulla cosiddetta teoria gender in provincia di Palermo. Mai e poi mai mi sarei aspettato nel mio paese, nella mia Italia, di vedere un tale spettacolo vergognoso di odio, mistificazioni e falsità. Sul modello io non sono omofobo ma pezzi estratti a caso da linee guida dell’OMS, e, come classico metodo di comunicazione, mettere cose false in mezzo a cose vere che però di per sé non sono un qualcosa per cui indignarsi. Mai nel mio paese avrei immaginato che la storia non avesse insegnato nulla, ieri gli ebrei con la teoria che questi volevano governare tutto grazie alla loro potenza economica, oggi con la sciocchezza della teoria gender che si sta diffondendo, secondo lui, a macchia d’olio, facendo tra altro andare via, per fortuna diverse persone indignate, ma facendone restare sedute altre.

Come ha scritto un docente universitario presente alla serata “mi sembra un incredibile affastellamento confuso di illazioni (per es., l’informazione sul “toccarsi” ai bambini di 0-4 anni previsto dalle Linee guida dell’OMS sarebbe da depravati), scandalismi (foto di uomini in vestiti e biancheria intima femminili,foto di moda tra altro, che a molti del pubblico fa dire “che schifo”, “assurdo”, “ma dove dobbiamo arrivare?!”, “è davvero una vergogna” e insomma tutto ciò che mio nonno diceva quando vedeva una donna con i pantaloni o che fumava o col rossetto), inesattezze (ci sarebbero persone che, ininterrottamente, “un giorno si percepiscono come uomo e il giorno seguente come uomini”) e banalità che pretendono di denunciare “l’irrazionalità” e la “vergogna” di chi crede nel genere (cioè la percezione di sé, sulla base delle categorie socio-culturali all’interno delle quali si vive, come uomo o donna indipendentemente dal sesso, ovvero dalla classificazione, su base fisico-biologica, in maschio e femmina). La percezione di sé, secondo l’avvocato Amato, non conta (è la stessa obiezione che veniva fatta una volta alle donne che si percepivano uguali, per capacità e intelligenza, agli uomini…).”

Peccato che le linee guida dell’OMS parlino dello sviluppo sessuale dei bambini e ne parlino sia l’unione pediatri per amico https://www.uppa.it/speciali/educazione-sessuale/    sia l’ordine psicologi del Lazio , ma non bastasse ciò ecco il documento ufficiale dell’OMS http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf dove a pagina 22 si parla de “Lo sviluppo psicosessuale nell’infanzia e nell’adolescenza” , altro che imposizione di non so quali riti sessuali a scuola.

Poi leggo su un giornale nazionale che la regione Lombardia vuole fare l’ennesimo convegno anti-gay ed a questo convegno  è invitata l’autrice di un libro dal titolo “sposati e sii sottomessa” che si rifà, evidentemente,  alla Christian Domestic Discipline (http://www.huffingtonpost.it/2013/07/05/christian-domestic-discipline_n_3550121.html

http://www.huffingtonpost.it/2015/01/21/adinolfi-donna-sottomessa_n_6513662.html  )

e alle parole di Adinolfi, rilasciate in un’intervista facilmente reperibile attraverso i motori di ricerca, il quale afferma che la donna deve essere sottomessa all’uomo.

Poi leggi le critiche ad una delle parti della legge sulla buona scuola, una delle poche, che, secondo noi,  va bene, cioè i comma 7 e 16 che parlano di pari opportunità, di lotta al bullismo, le quali rinviano alla legge sul femminicidio che sarebbe l’attuazione della Convenzione di Istanbul  (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/8_marzo_2014/convenzione_Istanbul_violenza_donne.pdf)  che tratta di prevenzione e la lotta contro la  violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, e fai pensieri cattivi sulle vere intenzioni di queste persone.

Quello che molto mi colpisce è il silenzio dei partiti come il Pd, Sel , Altra Europa che, su questa vicenda, non intervengono facendo informazione. Evidentemente conta altro per loro, magari per alcuni conta di più sostenere Renzi o combatterlo, non accorgendosi di quello che accade in questo tempo, in questo luogo e in che modi.

Insomma fanno come quelli che distolsero lo sguardo dalle tragedie che il fascismo e il nazismo si apprestavano a cominciare.

Meno male che allora i Gramsci, i Togliatti, gli studenti cristiani de La Rosa Bianca si opposero, anche se non fu sufficiente.

Net Left, insieme ad altre associazioni, continuerà a fare vera informazione tra la gente indicando leggi, convenzioni europee e tutti gli istituti giuridici che parlano di queste argomenti indicandone le fonti primarie dai siti istituzionali della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea e non da siti che incitano all’odio, edulcorano la realtà o estrapolano frasi. ‪#‎rompiamoilsilenzio

Luca Lecardane

coordinatore regionale Net Left

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Le scuole private e l’ICI. La vittoria della Costituzione, di M. Foroni

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Foroni 1

Sentenza storica per il Comune di Livorno: la Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta dell’Ici avanzata nel 2010 dal Comune agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi. A comunicarlo è proprio il Comune sul suo sito. Per ora la sentenza si applica alle due scuole “Santo Spirito” e “Immacolata” che dovranno versare 422mila euro per gli anni dal 20o4 al 2009. A seguito delle sentenze, si provvederà a notificare anche gli importi dovuti per il 2010 e il 2011. Il pronunciamento della Cassazione potrebbe essere destinato a fare giurisprudenza. Si tratta della prima sentenza sul tema, in Italia.

Con le sentenze 14225 e 14226 depositate l’8 luglio, la suprema Corte ha di fatto ribaltato quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, sentenziando che, poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività è di carattere commerciale, «senza che a ciò osti la gestione in perdita». In proposito il giudice di legittimità ha precisato che, ai fini in esame, è giuridicamente irrilevante lo scopo di lucro, risultando sufficiente l’idoneità tendenziale dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio. E cioè, il conseguimento di ricavi è di per sé indice sufficiente del carattere commerciale dell’attività svolta.

Questo genere di pronunciamento da parte della Corte di Cassazione è il primo in Italia sul tema specifico. La vicesindaco Stella Sorgente in proposito dichiara: «Abbiamo fatto degli incontri con le scuole interessate e l’ufficio tributi, nei quali era stata proposta un’ipotesi di conciliazione fra Comune e Istituti che sarebbe stata vantaggiosa per le scuole stesse, rispetto ad un’eventuale sentenza favorevole per il Comune da parte della Cassazione. Successivamente ci è stato comunicato dalle scuole stesse che avrebbero invece preferito attendere l’esito del giudizio in Cassazione. L’Amministrazione comunale è stata ringraziata per il sincero atteggiamento di apertura e dialogo dimostrato, ma non è stata accettata la proposta fatta. Pertanto, adesso che la Cassazione si è espressa con le due sentenze, le scuole sono costrette a pagare l’intero importo, comprensivo delle relative sanzioni. Ci fa piacere che questa sia la prima sentenza a livello nazionale che riguarda immobili di questa tipologia, destinati ad uso scolastico, affinché sia fatta definitivamente chiarezza sulla legittimità di tali pagamenti tributari da parte degli enti religiosi».

È la vittoria della Costituzione sull’«interpretazione» che ne hanno dato i governi. La sentenza fa scalpore perché è in controtendenza con quello che fanno i governi, compresi quelli di centrosinistra. La Costituzione all’articolo 33 parla di scuola pubblica e aggiunge che enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione ma “senza oneri per lo Stato”. Invece, negli ultimi anni non è stato così. A partire dalla legge Berlinguer, con un governo di centrosinistra, e poi negli anni c’è stato uno smottamento verso la scuola privata. “Senza oneri” per lo Stato non può avere un’interpretazione diversa. Purtroppo i contributi di cui le scuole paritarie già godono e i privilegi di natura fiscale si accompagnano a una contestuale riduzione dei finanziamenti per la scuola pubblica. E sarebbero molto più tollerabili se la scuola pubblica venisse salvaguardata, invece non è così. Non dubito che la scuola privata vada difesa, ma la scuola pubblica dovrebbe avere il primato.” Salvatore Settis

Marco Foroni